ARENDT : LIBERO ARBITRIO
Ho chiesto su Face l’amicizia con Arendt che l’ha accettata il che mi fa piacere, perché stimavo molto la Arendt in passato . Oggi moto meno ma parlo volentieri del suo pensiero. Il culmine della mia approvazione risale alla lettura di La vita della mente e, in particolare, alla sua seconda parte “Volere” che allora giudicai ben pensata mentre già un anno dopo sentivo quanto si fosse, a mio parere, inutilmente affannata fra le sponde del suo amato Kant e del suo maestro Heidegger, per difendere, accanto al libero arbitrio, l’atto di pura volontà. Il suo problema era, in generale, nel gigantismo discorsivo: un fiume di scrittura che già allora ritenevo inutilmente sovrabbondante e addirittura fastidioso, ma vengo al tema di quel “Volere” e all’atto di pura volontà. In proposito mi piace il pensiero di Ficthe, aggiungo del “mio” Ficthe, cioè dell’idea che mi sono fatto. Immagino Ficthe. Amante addirittura fanatico di libertà, responsabilità, moralità, immagin...