Confusione sofferta

 Nel mio romanzo Giosuè una delle protagoniste è una ricca donna di nome Manuela, della quale riporto qui un brano:

Il filosofo di Manuela era Fichte con il suo afflato verso la moralità e non aveva esitato a contrapporlo a Kant quando, in una conversazione a due, mentre gli altri si assiepavano al banco dei gelati e poi si fermavano appena fuori della porta ad osservare una lite fra un ubriaco e la moglie, aveva detto:

 «All’estremità di Kant sta, da una parte, la cosa in sé, il mondo, il noumeno, dall’altro l’attività dell’”Io Penso” ma, mentre l’”Io Penso” non lascia dubbi sulla sua realtà, il noumeno ne lascia molti. Da una parte è il substrato effettivamente esistente delle sensazioni, dall’altro – sorpresa! – è un puro confine. Confine di cosa? Della comprensibilità.

Insomma il noumeno sparisce come realtà materiale; resistono solo l’io che pensa e la necessità morale. Già qui è evidente che l’idealismo di Fichte è la filosofia di Kant.»

Giosuè che non aveva dato, a suo tempo e successivamente, alcun peso all’idealismo di Fichte. aveva affermato:

«Non mi stupisco che tu dia così importanza a una filosofia idealista come quella di Fichte; tu vivi immersa e rivolta verso la pura idealità spirituale e non perdi occasione per ribadirla, ma Fichte no, almeno per quel poco che l’ho conosciuto a scuola. Come puoi ammirare formule vuote come i suoi tre momenti: “L’io pensa se stesso”, “l’io pensa il non io”, e la terza che neppure ricordo ma che, a leggere il manuale, consente di dedurre l’io empirico singolo, ossia io, te, e gli altri. Tutto mi sembra artificiale, astratto, il fatto che gli individui, io, te, siano dedotti da una formula è offensivo.»

Lei l’aveva ascoltato attentamente ma con un certo sorrisetto di accondiscendenza, che l’aveva leggermente urtato.

Lei non sempre piaceva a lui, che voleva quasi alzarsi al richiamo allegro di Ramona Nel mio romanzo Giosuè una delle protagoniste è una ricca donna di nome Manuela, della quale riporto qui un brano:

Il filosofo di Manuela era ma Giosuè piaceva a Manuela.

 «Venite a vedere! Venite a vedere che razza di sportellate rifila la moglie!» ma lei lo aveva fermato, toccandogli la mano e aveva ricordato che anche a lei, quando le aveva lette a scuola, quelle formule, erano apparse vuote e artificiali:

«Artificiali ma intriganti nonostante la loro apparenza categorica» aveva affermato.

«Amo pensare che Fichte, in una notte insonne nel suo letto, guardando il buio abbia chiuso gli occhi, immaginando che quello spirito inquieto si fosse, in quel buio omogeneo infinito, in quello spazio mentale totalmente illimitato e libero, si fosse illuso di aver trovato la vera assoluta libertà, come il totalmente libero vagare dello spirito in quella infinità ma si fosse accorto che non c’era libertà in quel mare indistinto, incolore, monotono, senza ostacoli e che era un dovere morale dello spirito crearli, inventarli, erigere bastioni esterni, alieni, i “Non io”, senza i quali non esisteva libertà: quei demoni, quei “Non io”, volti oscuri e fratelli inseparabili, condizioni preliminari dell’esistenza della libertà. Di qui l’assoluto legame fra libertà e moralità.»

In realtà questa può essere una descrizione di un atto psicologico dell’uomo Ficthe per giungere alle sue teorie, ma la loro base era già ben salda nel suo idealismo dell’essere universale, dell’”io penso” di Kant, che dotato di totale libertà, con un atto di libertà crea l’IO, (primo principio) e il NON-IO ( secondo principio) ossia gli ostacoli, il loro mondo e contemporaneamente la moralità, mentre i singoli individui empirici, (il suo terzo principio)sono incapaci di atti di libertà e solo capaci di atti di libero arbitrio, quando scelgono come comportarsi con gli ostacoli.

 

 

 Lunedì 9/12 ho pubblicato il sito dei miei scritti, https://www.eziosaia.it/ 

dove si possono o si potranno leggere tutti i miei scritti, romanzi, saggi di filosofia, articoli su vari argomenti. A ogni romanzo è dedicata una pagina. Un’unica pagina ai tre romanzi dell’esilio, fra loro concatenati.

Ogni romanzo  o saggio può essere aperto e letto integralmente dall’inizio alla fine e scaricato. Oltre al testo ho aggiunto sul sito, un indice, una presentazione, campioni di lettura. Un’attenzione particolare a “Il paese dei balocchi” ritenuto il migliore da chi mi ha seguito in questa avventura.

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